Le frasi volitive esprimono comandi, esortazioni, proibizioni o inviti. Sono generalmente brevi e indicano azioni che chi ascolta può compiere volontariamente. Il soggetto è spesso omesso; quando è espresso, può essere ‘tu’, ‘voi’, ‘noi’ o un pronome inclusivo come dàjiā 大家 ‘tutti’.
Per esprimere un comando diretto si usa spesso solo il predicato, eventualmente accompagnato dalla particella finale ba 吧 che lo trasforma in un’esortazione. Per esprimere una proibizione si usano bùyào 不要 o bié 别/別 prima del verbo. Per formulare un invito o una richiesta cortese si usa qǐng 请/請, che corrisponde a ‘per favore’ o ‘prego’, in una frase ‘a perno’.

Struttura
Forma base
Comandi o esortazioni
Una frase imperativa è costituita da un verbo, eventualmente seguito da un oggetto. Il soggetto è spesso omesso; se espresso, può essere ‘tu’, ‘voi’, ‘noi’ o un pronome inclusivo come dàjiā 大家 ‘tutti’.
Il solo predicato esprime un comando diretto, che può risultare brusco o autoritario. La particella finale ba 吧 può attenuarlo o trasformarlo in un’esortazione.
Proibizioni
Una frase imperativa negativa si forma generalmente collocando bié 别/別 o bùyào 不要 prima del verbo. Entrambi esprimono un divieto: bié 别/別 è particolarmente comune nella lingua parlata, mentre bú yào 不要 è leggermente più formale.
Il soggetto è spesso omesso; se espresso, può essere ‘tu’, ‘voi’, ‘noi’ o un pronome inclusivo come dàjiā 大家 ‘tutti’.
Inviti
Per rivolgere a qualcuno un invito o una richiesta cortese, si usa il verbo causativo qǐng 请/請 ‘invitare’, che in questo contesto corrisponde all’italiano ‘per favore’ o ‘prego’. Si forma così una frase a perno: la persona a cui è rivolto l’invito è l’oggetto di qǐng 请/請 e, allo stesso tempo, il soggetto del verbo successivo.
Il soggetto di qǐng 请/請, generalmente sottinteso come ‘io’ o ‘noi’, è solitamente omesso e la frase inizia direttamente con questo verbo. Anche il perno è spesso omesso; quando è espresso, si colloca dopo qǐng 请/請 e può essere, per esempio, nǐ 你 ‘tu’, nǐmen 你们/你們 ‘voi’ o dàjiā 大家 ‘tutti’.
Per rendere più cortese un divieto, si può inserire qǐng 请/請 prima di bié 别/別 o bùyào 不要.
Frase interrogativa
Le frasi volitive non sono di per sé interrogative. Tuttavia, per attenuare il tono di una richiesta o di un divieto, si può aggiungere dopo la fine della frase una locuzione interrogativa come hǎo ma? 好吗/好嗎? o hǎo bù hǎo? 好不好? ‘va bene?’.
Con gli avverbi
Nelle frasi volitive, gli avverbi si collocano generalmente dopo qǐng 请/請 o bié 别/別 e prima del verbo.
Con i sintagmi preposizionali
Nelle frasi volitive, i sintagmi preposizionali si collocano generalmente dopo qǐng 请/請 o bié 别/別 e prima del verbo.
Funzioni
1. Per esprimere un comando o un’esortazione
Quando si vuole ordinare a qualcuno di fare qualcosa, si può utilizzare il solo verbo come un comando. Per attenuarne il tono, si possono aggiungere la particella finale ba 吧 o il classificatore verbale yíxià(r) 一下(儿)/一下(兒).
La particella ba 吧 può rendere il comando più simile a un suggerimento o a un’esortazione.
Yíxià(r) 一下(儿)/一下(兒) indica che l’azione è breve e può rendere la richiesta meno diretta.
Dai un’occhiata a Particella finale ba 吧 e Classificatore verbale yíxià(r) 一下(儿)/一下(兒) ‘un po’, un attimo’
2. Qǐng 请/請 ‘per favore, prego’ per formulare un invito o una richiesta
Qǐng 请/請 introduce inviti e richieste cortesi. Si usa, per esempio, quando ci si rivolge a persone che non si conoscono o in situazioni formali, come negli uffici o nei servizi al pubblico.
3. Bié 别/別 e bú yào 不要 per esprimere una proibizione
Bié 别/別 e bùyào 不要 si usano prima del verbo per chiedere a qualcuno di non fare qualcosa. Possono esprimere divieti, avvertimenti, consigli o richieste.
Entrambi sono comuni nella lingua parlata, ma bùyào 不要 è leggermente più formale di bié 别/別 e, in determinati contesti, può risultare di più come l’espressione di una regola ufficiale.
Bié 别/別 è usato più di frequente nel linguaggio colloquiale quotidiano.
Per rendere il divieto più cortese, si può aggiungere qǐng 请/請 prima di bié 别/別.