In cinese alcuni verbi possono essere reduplicati, cioè ripetuti, per presentare un’azione breve, rapida, circoscritta o delimitata nel tempo, oppure compiuta senza particolare impegno.
La reduplicazione è particolarmente comune nella lingua parlata e non cambia il significato fondamentale del verbo, ma modifica il modo in cui viene presentata l’azione. In italiano, a seconda del contesto, questa sfumatura può essere resa con espressioni come ‘un po’’, ‘dare un’occhiata’, ‘provare’, ecc.
La reduplicazione è inoltre molto comune nelle richieste, negli inviti e nei suggerimenti, perché può presentare l’azione richiesta come poco impegnativa e rendere quindi il tono meno diretto e più amichevole.
Il modo in cui un verbo viene ripetuto dipende dalla sua forma: i verbi monosillabici, i verbi bisillabici e i verbi a oggetto interno seguono schemi diversi.
Verbi monosillabici:
kàn 看 ‘guardare’, děng 等 ‘aspettare’, xiǎng 想 ‘pensare’, wèn 问/問 ‘chiedere’
Verbi bisillabici:
xuéxí 学习/學習 ‘studiare’, jièshào 介绍/介紹 ‘presentare’, xiūxi 休息 ‘riposare’, tǎolùn 讨论/討論 ‘discutere’
Verbi a oggetto interno:
sàn bù 散步 ‘passeggiare’, xǐ zǎo 洗澡 ‘lavare’, chàng gē 唱歌 ‘cantare’, tiào wǔ 跳舞 ‘ballare’
Struttura
Forma base
Verbi monosillabici
I verbi monosillabici possono essere reduplicati semplicemente ripetendo il verbo, secondo lo schema AA. Per esempio, il verbo kàn 看 ‘guardare, leggere’ può essere reduplicato nella forma kànkan 看看 ‘guardare un po’’, dare un’occhiata’. Nella forma reduplicata, la seconda occorrenza del verbo è generalmente pronunciata con tono neutro.
Una variante molto comune per i verbi monosillabici è la struttura ‘A一A’, in cui yī 一 viene inserito tra le due occorrenze del verbo. Il significato è generalmente molto simile a quello dello schema AA, ad esempio: shì yí shì 试一试 ‘provare, fare un tentativo’.
Verbi bisillabici
Alcuni verbi bisillabici, cioè formati da due sillabe, possono essere reduplicati secondo lo schema ABAB. Per esempio, xiūxi 休息 ‘riposarsi’, yùndòng 运动/運動 ‘fare attività fisica’ e rènshi 认识/認識 ‘conoscere’ possono essere reduplicati nelle forme xiūxi xiūxi 休息休息 ‘riposarsi un po’’, yùndòng yùndòng 运动运动/運動運動 ‘fare un po’ di attività fisica’ e rènshi rènshi 认识认识/認識認識 ‘fare conoscenza, conoscere un po’’.
Non tutti i verbi bisillabici possono essere reduplicati. Inoltre, la pronuncia delle sillabe nella forma reduplicata può variare a seconda del verbo.
Verbi a oggetto interno
Alcuni verbi bisillabici sono formati internamente da un verbo e un oggetto, per esempio sàn bù 散步 ‘passeggiare’, liáo tiān 聊天 ‘chiacchierare’, chàng gē 唱歌 ‘cantare’ e dǎ qiú 打球 ‘giocare a palla/praticare uno sport con la palla’.
Quando questi verbi vengono reduplicati, si ripete generalmente solo la parte verbale, mentre l’oggetto viene collocato alla fine. Si ottiene quindi lo schema AAB. Per esempio, sàn bù 散步 ‘passeggiare’ diventa sànsan bù 散散步 ‘fare una passeggiata, passeggiare un po’’.
Nella tabella di seguito sono riportati sinteticamente i principali schemi di reduplicazione:
| Verbo | Schema | Struttura | Esempi |
| monosillabico | AA | verbo + verbo | kànkan 看看 |
| monosillabico | A一A | verbo + yī 一 + verbo | kàn yí kàn 看一看 |
| bisillabico | ABAB | verbo 1 – verbo 2 + verbo 1 – verbo 2 | xīuxi xīuxi 休息休息 |
| verbo a oggetto interno | AAB | verbo + verbo + oggetto | sànsàn bù 散散步 |
Si noti che non tutti i verbi possono essere reduplicati. La reduplicazione si usa soprattutto con verbi che indicano azioni che possono essere presentate come brevi, limitate o compiute per un po’. In genere non si reduplicano i verbi che esprimono azioni in corso, i verbi ausiliari modali (come yào 要 ‘volere’, néng 能 ‘potere, essere in grado di’ e huì 会/會 ‘sapere, essere in grado di’), e non si prestano normalmente alla reduplicazione anche molti verbi che descrivono stati, possesso o relazioni (come yǒu 有 ‘avere’, xǐhuan 喜欢 ‘piacere’, juédìng 决定 ‘decidere’).
Con la particella aspettuale le 了
Quando un verbo reduplicato indica un’azione già compiuta, la particella aspettuale le 了 può essere inserita nella struttura di reduplicazione.
Con i verbi monosillabici, le 了 si colloca tra le due occorrenze del verbo, secondo lo schema A了A.
Con i verbi a oggetto interno, le 了 viene inserito tra le due occorrenze della parte verbale, mentre l’oggetto rimane alla fine. Si ottiene quindi lo schema A了AB.
Con i verbi bisillabici reduplicati secondo lo schema ABAB, invece, la particella aspettuale le 了 non viene normalmente inserita nella struttura ABAB.
Nella tabella di seguito sono riportati sinteticamente i principali schemi di reduplicazione di un’azione compiuta:
| Verbo | Schema | Struttura | Esempi |
| monosillabico | A了A | verbo + le 了 + verbo | kàn le kàn 看了看 |
| verbo a oggetto interno | A了AB | verbo + le 了 + verbo + oggetto | sàn le sàn bù 散了散步 |
| bisillabico | – | – | – |
Frase negativa
La reduplicazione verbale si usa principalmente nelle frasi affermative e non si trova quasi mai in frasi negative, a meno che non si tratti di ipotesi.
Frase interrogativa
Per formare una domanda a risposta chiusa con un verbo reduplicato, si può aggiungere la particella interrogativa ma 吗/嗎 alla fine della frase.
Per formare un’interrogativa disgiuntiva, si possono presentare due alternative contenenti verbi reduplicati, collegate dalla congiunzione háishi 还是/還是 ‘o, oppure’.
Con verbi in serie e frasi a perno
Nelle frasi con verbi in serie, due o più verbi riferiti allo stesso soggetto compaiono uno dopo l’altro. Le azioni espresse dai verbi sono collegate tra loro: per esempio, il primo verbo può indicare uno spostamento compiuto per realizzare l’azione espressa dal secondo, la quale può essere reduplicata.
Nelle frasi a perno, invece, tra i due verbi compare un nome o un pronome che ha una doppia funzione: è l’oggetto del primo verbo e, allo stesso tempo, il soggetto del secondo. Il secondo verbo può essere reduplicato.
Funzioni
1. Per presentare un’azione come breve, limitata o come un tentativo
La reduplicazione può presentare un’azione come breve, di durata limitata o compiuta come tentativo, senza mettere in evidenza un impegno prolungato. In italiano, a seconda del verbo e del contesto, questo valore può essere reso con espressioni come ‘un po’’, ‘per un momento’, ‘dare un’occhiata’, ‘provare’.
2. Per rendere richieste, inviti e proposte meno dirette
La reduplicazione è spesso usata nelle richieste, negli inviti e nelle proposte. Presentando l’azione richiesta come breve o poco impegnativa, può rendere il tono meno diretto e più cortese o amichevole, evitando che la frase suoni come un imperativo. Questo uso è particolarmente comune nella lingua parlata.
3. Per presentare un’attività come leggera o poco impegnativa
La reduplicazione può anche presentare un’attività come qualcosa che si fa un po’, senza particolare impegno o semplicemente per svago. Questo uso è frequente quando si parla di attività quotidiane o del tempo libero.