Per negare la somiglianza tra due persone o cose rispetto a una determinata qualità, si può usare la costruzione con méi yǒu 没有/沒有. In questo caso, il verbo yǒu 有 non assume il suo abituale significato di ‘avere’ o ‘esserci’, ma indica che qualcuno o qualcosa non raggiunge il grado della qualità attribuita a qualcun’altro o qualcos’altro.
Nella costruzione, méi yǒu 没有/沒有 si colloca dopo il primo termine di paragone ed è seguito dal secondo termine di paragone, eventualmente da zhème 这么/這麼 o nàme 那么/那麼, e dalla qualità oggetto del confronto.
Questa costruzione è più frequente di quella affermativa con yǒu 有, rende il complemento di minoranza e può essere resa in italiano con espressioni come ‘meno… di…’, ‘non… quanto…’ o ‘non così… come…’.

Struttura
Forma base
La costruzione con méi yǒu 没有/沒有 indica che il primo termine di paragone (A) possiede una determinata qualità in grado inferiore rispetto al secondo termine di paragone (B). Méi yǒu 没有/沒有 si colloca tra i due termini di paragone, mentre l’aggettivo segue il secondo.
I termini di paragone possono essere espressi da nomi, pronomi o sintagmi nominali, ovvero da un nome modificato a sinistra da altri elementi lessicali.
In italiano, questa struttura può essere resa con ‘non… quanto…’ o ‘meno… di…’.
Prima dell’aggettivo possono comparire zhème 这么/這麼 o nàme 那么/那麼, che richiamano il grado della qualità preso come riferimento. La scelta tra i due dipende dal contesto e dal modo in cui chi parla presenta il riferimento: come vicino o immediato (sia fisicamente, che temporalmente o psicologicamente), oppure come più distante o già menzionato.
Se i due termini di paragone contengono lo stesso nome, questo può essere omesso nel secondo termine per evitare una ripetizione.
Se il contesto permette di capire a quale nome ci si riferisce, il nome può essere omesso in entrambi i termini di paragone.
Nella lingua parlata, méi yǒu 没有/沒有 può essere abbreviato in méi 没/沒, soprattutto quando è seguito da zhème 这么/這麼 o nàme 那么/那麼.
Frase interrogativa
Per formare una frase interrogativa a risposta chiusa, ovvero quando ci si aspetta che la risposta sia solo ‘sì’ o ‘no’, basta aggiungere la particella interrogativa ma 吗/嗎 alla fine della frase. La domanda può essere usata per chiedere conferma del confronto negativo.
Con gli avverbi
In questa costruzione comparativa, l’aggettivo non può essere preceduto da avverbi di grado come hěn 很 ‘molto’, fēicháng 非常 ‘molto’ o tài 太 ‘troppo’. Può invece essere preceduto da zhème 这么/這麼 o nàme 那么/那麼, che indicano quanto il secondo termine di paragone possiede la qualità considerata.
Gli avverbi dōu 都 ‘tutti, entrambi’ e yě 也 ‘anche’ si collocano prima di méi yǒu 没有/沒有.
Funzioni
1. Méi yǒu 没有/沒有 per indicare inferiorità tra persone o cose rispetto a una qualità
La costruzione con méi yǒu 没有/沒有 indica che il primo termine di paragone possiede una determinata qualità in grado inferiore rispetto al secondo. In italiano, può essere resa con ‘meno… di…’ oppure ‘non… quanto…’.
La costruzione con méi yǒu 没有/沒有 esprime un comparativo di minoranza. Occorre distinguerla dalla costruzione con bù bǐ 不比, che nega un comparativo di maggioranza senza affermare necessariamente un rapporto di minoranza.
Per maggiori informazioni, dai un’occhiata a Frasi comparative con bǐ 比
Prima dell’aggettivo possono comparire zhème 这么/這麼 o nàme 那么/那麼, che richiamano il grado della qualità preso come riferimento.
La forma interrogativa può essere usata per chiedere conferma del confronto negativo, spesso implicando che il parlante si aspetta una risposta negativa.
2. Méi yǒu 没有/沒有 per indicare un’inferiorità nel modo di svolgere un’azione
Questa costruzione può anche essere per confrontare il grado o il modo in cui due persone svolgono un’azione. In questo caso, il verbo è accompagnato da un complemento di grado introdotto da de 得.