La particella strutturale de 得 è un morfema con una funzione puramente grammaticale, usata senza un significato lessicale e, pertanto, non viene tradotta. Segnala la presenza di un complemento verbale e si colloca tra il verbo o l’aggettivo in funzione di predicato e il complemento che segue. Possono fungere da complementi, posti dopo la particella de 得, gli aggettivi, i verbi o i sintagmi. La struttura de 得seguita dal complemento esprime la modalità con cui si è svolta un’azione oppure la conseguenza dell’azione espressa dal verbo.

Struttura
Forma base
La particella de 得 si colloca dopo il verbo o l’aggettivo in funzione di predicato ed è seguita dal complemento, che può essere un aggettivo o anche un’intera frase.
Frase negativa
Per negare una frase in cui è presente la particella de 得 seguita da un complemento, l’avverbio di negazione bù 不 ‘no, non’ si colloca tra la particella strutturale de 得 e il complemento.
Frase interrogativa
Ci sono tre modi per formulare una domanda con la particella strutturale de 得:
- Aggiungere la particella interrogativa ma 吗 alla fine della frase con la particella de 得.
2. Utilizzare il sostituto interrogativo zěnmeyàng 怎么样 ‘come?’ dopo la particella de 得;
3. Utilizzare la costruzione delle interrogative affermative-negative dopo la particella de 得;
Mentre con l’uso di zěnmeyàng 怎么样 ‘come?’ si formula una domanda aperta, negli altri due casi si formula una domanda chiusa che può essere risposta solo affermativamente o negativamente.
Con gli avverbi di grado
Solitamente, l’aggettivo presente nel complemento è preceduto dall’avverbio di grado hěn 很 ‘molto’. Tuttavia l’avverbio hěn 很 molto spesso non viene tradotto, a meno che non sia posta enfasi su di esso dal parlante. Si possono utilizzare anche altri avverbi di grado, come fēicháng 非常 ‘estremamente’, tài 太’troppo’ e zhēn 真 ‘davvero’.
Si noti che quando l’aggettivo utilizzato come complemento non è preceduto da un avverbio di grado, questo suggerisce che c’è un contrasto o una comparazione implicita, legata al contesto in cui la frase viene pronunciata.
Con un oggetto
Se il verbo regge un oggetto, questo non potrebbe seguire il verbo poiché già seguito dalla particella de 得 e dal complemento. In questi casi, è possibile ripetere il verbo facendolo seguire una volta dall’oggetto e una volta dalla particella de 得 con il complemento, oppure si può anticipare l’oggetto ponendolo subito dopo il soggetto, secondo le seguenti strutture:
1. Soggetto + verbo + oggetto + verbo + de 得 + complemento
2. Soggetto + oggetto + verbo + de 得 + complemento
Questa regola si applica anche ai verbi a oggetto interno o verbi separabili. Questi verbi sono un gruppo specifico di verbi bisillabici in cui i due caratteri possono essere separati, poiché il primo carattere è solitamente un verbo che indica un’azione, mentre il secondo carattere è spesso un nome che rappresenta l’oggetto di quell’azione. Esempi di tali verbi includono shuō huà 说话 ‘parlare’, chī fàn 吃饭 ‘mangiare’, chàng gē 唱歌 ‘cantare’.
Funzioni
La particella de 得 è solo una parola vuota che connette vari tipi di complementi al predicato. Di solito si trova nei seguenti casi.
1. De 得 seguito dal complemento per esprimere una valutazione sulla modalità di svolgimento di un’azione
Il complemento che segue la particella de 得 può essere utilizzato per descrivere e valutare la modalità con cui viene compiuta l’azione. Può trattarsi di un’azione descritta in senso generale, un’azione che si sta svolgendo, una che si svolge abitualmente o che si è già compiuta. Pertanto, la struttura con la particella de 得 seguita da un aggettivo in funzione di complemento solitamente modifica verbi che descrivono azioni.
2. De 得 seguito dal complemento per esprimere l’intensità o la conseguenza di un’azione
Il complemento, che segue la particella de 得, può anche indicare l’intensità o descrivere la conseguenza di un’azione espressa dal verbo o di uno stato espresso da un aggettivo. In questi casi, è possibile considerare il complemento come una sorta di “risultato” quando il soggetto o l’oggetto è condizionato dall’azione espressa dal verbo o dallo stato espresso dall’aggettivo. Il complemento può essere un aggettivo o un sintagma aggettivale, un verbo o un sintagma verbale, una proposizione o un’espressione idiomatica. Se nella prima funzione il complemento si riferisce al “modo in cui l’azione” è svolta, qui si riferisce invece al “modo in cui il soggetto” è influenzato dal verbo.
Si noti che i complementi di questa categoria generalmente non possono essere utilizzati con i verbi che sono accompagnati dalle particelle aspettuali le 了, zhe 着/著 e guo 过/過.