Duō 多 e shǎo 少 possono essere collocati prima di un verbo per indicare che un’azione viene compiuta, o si invita a compierla, rispettivamente in misura maggiore o minore. A seconda del significato del verbo e del contesto, questo aumento o questa riduzione possono essere interpretati in termini di frequenza, durata o quantità dell’azione.
Possono quindi corrispondere, a seconda del contesto, a espressioni italiane come ‘fare molto/poco qualcosa’ oppure ‘fare di più/di meno qualcosa’.
Questa struttura è usata molto spesso per dare consigli, fare raccomandazioni o ricordare a qualcuno cosa sarebbe opportuno fare di più o di meno.

Struttura
Forma base
Quando duō 多 ‘(di) più; molto’ e shǎo 少 ‘(di) meno; poco’ modificano un verbo, hanno funzione avverbiale e si collocano prima del verbo.
Con i verbi ausiliari modali
Se nella frase è presente un verbo ausiliare modale, questo precede duō 多 o shǎo 少.
Dopo il verbo può comparire anche (yì)diǎn(r) (一)点(儿)/(一)點(兒) ‘un po’’. In questa struttura indica che l’azione deve essere compiuta ‘un po’ di più’ o ‘un po’ di meno’. Il suo uso è molto comune nella lingua parlata, soprattutto per esprimere consigli e suggerimenti in maniera cortese.
Dai un’occhiata a Quantificatore e classificatore verbale yìdiǎn(r) 一点(儿)/一點(兒)
Frase negativa
Quando duō 多 e shǎo 少 precedono un verbo, la negazione con bù 不 può essere collocata davanti a duō 多 o shǎo 少. In questo caso, la negazione riguarda la quantità o la frequenza dell’azione, non necessariamente l’azione stessa. Tuttavia, è più frequente usare bù 不 prima di un verbo ausiliare modale, in questo caso la negazione riguarda il significato espresso dal verbo ausiliare modale.
Per esprimere invece una proibizione, un divieto o un consiglio accorato, si usano comunemente bú yào 不要 ‘non’ oppure bié 别/別 ‘non’. Queste costruzioni sono frequenti nelle frasi imperative negative e il soggetto può essere omesso.
Frase interrogativa
Per formare una frase interrogativa a risposta chiusa, ovvero quando ci si aspetta che la risposta sia solo ‘sì’ o ‘no’, basta aggiungere la particella interrogativa ma 吗/嗎 alla fine della frase.
Con gli avverbi
Alcuni avverbi, come yě 也 ‘anche’, dōu 都 ‘tutti, entrambi’ e hái 还/還 ‘ancora, inoltre’, possono comparire prima di duō 多 e shǎo 少.
Quando è presente un verbo ausiliare modale, gli avverbi yě 也 o dōu 都 si collocano normalmente prima del verbo ausiliare modale, mentre duō 多 o shǎo 少 rimangono davanti al verbo principale.
Con i sintagmi preposizionali
Quando duō 多 e shǎo 少 modificano un verbo accompagnato da un sintagma preposizionale, si collocano normalmente prima di quest’ultimo, il quale è solitamente costituito da una preposizione e da un elemento lessicale che la segue, come gēn tā 跟他 ‘con lui’ o zài jiā 在家 ‘a casa’.
Il sintagma preposizionale può anche essere collocato all’inizio della frase, soprattutto quando serve a stabilire il contesto o l’ambito (per es. luogo o tempo) in cui si applica quanto viene detto.
Funzioni
1. Duō 多 e shǎo 少 per dare consigli, suggerimenti o comandi
Duō 多 e shǎo 少 sono molto comuni quando si consiglia, si invita o si chiede a qualcuno di fare qualcosa di più o di meno. Il tono può variare a seconda del contesto e degli altri elementi presenti nella frase, distinguendo così un consiglio da un comando.
I verbi ausiliari modali possono precisare ulteriormente il significato, esprimendo per esempio possibilità, necessità o dovere nello svolgere l’azione di più o di meno.
2. Duō 多 e shǎo 少 per esprimere abitudini e preferenze
Duō 多 e shǎo 少 possono anche essere usati per descrivere quanto o quanto spesso viene compiuta un’azione nelle abitudini o nelle preferenze di qualcuno. Il tono è neutro e, a seconda del contesto, possono indicare ‘di più’ o ‘di meno’ rispetto a un termine di confronto implicito oppure contribuire a esprimere l’idea di fare ‘molto’ o ‘poco’ qualcosa.
3. Duō 多 e shǎo 少 per mettere in contrasto due azioni
Duō 多 e shǎo 少 possono essere usati insieme per mettere in contrasto due azioni o due comportamenti, indicando che una cosa viene fatta ‘di più’ e l’altra ‘di meno’. Il confronto può riguardare anche la stessa azione compiuta da persone diverse.