L’avverbio zài 在 ‘stare compiendo un’azione’ precede il verbo e indica che un’azione è in corso di svolgimento. L’azione può svolgersi nel momento in cui si parla o in un momento specifico che può riferirsi sia al presente che al passato o al futuro.
L’avverbio zài 在 può essere usato da solo oppure combinato con l’avverbio zhèng 正 nella forma zhèngzài 正在. Entrambi possono essere ulteriormente intensificati dalla particella ne 呢 posta alla fine della frase. Inoltre, zhèngzài 正在 ha un tono leggermente più formale di zài 在.

Struttura
Forma base
L’avverbio zài 在 si colloca sempre prima del verbo e può precedere solo verbi che indicano azioni prolungate, dinamiche e che implicano una certa durata di svolgimento. Pertanto, non può essere usato con verbi come shì 是 ‘essere’ o xǐhuan 喜欢/喜歡 ‘piacere’, né con aggettivi in funzione di predicato come hǎo 好 ‘buono’ o è 饿/額 ‘affamato’.
Quando l’avverbio zhèng 正 è combinato con zài 在 nella forma zhèngzài 正在, anch’esso funge da avverbio e precede il verbo. La particella ne 呢 può essere aggiunta alla fine della frase per dare più enfasi.
Si noti che la struttura zhèngzài 正在 …… ne 呢 può variare omettendo alcune parti. Con gli avverbi zài 在 o zhèngzài 正在, l’uso della particella ne 呢 a fine frase è facoltativo.
Inoltre, la particella ne 呢 può anche essere usata da sola per indicare che un’azione è in corso.
Frase negativa
Per negare una frase con l’avverbio zài 在, si usa l’avverbio di negazione méi (yǒu) 没(有)/沒 (有) prima di zài 在. Zhèng 正 e ne 呢 di solito non sono usati nelle frasi negative, poiché l’enfasi che forniscono è in genere superflua nella negazione.
Per negare un’ipotesi o correggere un’informazione errata, si può usare bú (shì) 不(是) prima di zài 在. Questa forma ha un tono più enfatico o correttivo, che implica un contrasto con quanto probabilmente verrà chiarificato successivamente.
Frase interrogativa
Ci sono tre modi per formulare una domanda con l’avverbio zài 在:
1. aggiungere la particella interrogativa ma 吗/嗎 alla fine della frase;
2. aggiungere shì bu shì 是不是 davanti all’avverbio zài 在;
3. utilizzare il sostituto interrogativo shénme 什么 ‘cosa?’.
Mentre il primo e il secondo modo danno vita a delle domande a risposta chiusa, dalle quali ci si aspetta che la risposta sia solo ‘sì’ o ‘no’, con il terzo modo è possibile formulare una domanda aperta con cui si chiede esplicitamente “cosa” si stia facendo.
Con gli avverbi
Avverbi, come dōu 都 ‘tutti, entrambi’ o hái 还/還 ‘ancora; in aggiunta’ precedono zài 在.
Con i sintagmi preposizionali
Quando un sintagma preposizionale precede un verbo nella frase, zài 在 va posizionato prima del sintagma preposizionale, che è costituito da una preposizione e da un elemento lessicale che la segue, come gēn tā 跟他 ‘con lui’, zài jiā 在家 ‘a casa’, etc.
Funzioni
1. Zài 在 per descrivere un’azione in corso
L’avverbio zài 在 indica che un’azione è in corso di svolgimento ed in italiano è solitamente tradotto con la costruzione ‘stare + gerundio’ (ad es. ‘sto mangiando’ o ‘stanno parlando’). Nelle conversazioni quotidiane, l’uso del solo avverbio zài 在 prima del verbo è la forma più comune per indicare un’azione in corso.
È più comune indicare un’azione in corso che voler specificare che un’azione non sia in corso. In caso di negazione, questa di solito risponde a una domanda.
Si può rafforzare l’enfasi di un’azione in corso con l’uso dell’avverbio zhèng 正 e della particella ne 呢. Zhèng 正 enfatizza che l’azione sta avvenendo “proprio ora” o che si è “proprio nel bel mezzo” di qualcosa. Ne 呢 rafforza l’idea che l’azione sia attualmente in corso. Si noti che zhèngzài正在 rende il tono dell’enunciato un po’ più formale del solo uso di zài 在.
Inoltre, se nella frase è già presente un sintagma preposizionale con la preposizione zài 在 ‘in, a’ ad indicare un luogo, come zài jiā 在家 ‘a casa’, non è possibile farlo precedere dall’avverbio zài 在. Pertanto, si utilizzerà l’avverbio zhèng 正 seguito dalla preposizione zài 在 ‘in, a’.
L’azione in corso può riferirsi anche a un tempo passato o futuro, segnalato da una frase temporale o da una subordinata. Tuttavia, spesso il tempo si deduce semplicemente dal contesto.